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Mito della Creazione – Nascita del Giappone

La mitologia Giapponese narra che in principio nacquero in cielo tre divinità. Queste ebbero molti figli finché, alla settima generazione, nacquero Izanagi (l’essenza maschile) ed Izanami (l’essenza femminile), a questi due Kami venne affidato il compito di creare la terra.

Questi ultimi decisero di scendere sulla terra attraverso un ponte ancora oggi chiamato Amanohashidate (un cordone di sabbia in mezzo al mare coperto da una pineta visibile nella prefettura di Kyoto).

Prima di scendere sulla terra però, non conoscendone la superficie, affondarono Amanuhoko un’ alabarda speciale per vedere se sotto di loro ci fosse terra o acqua.

Ritirando l’ alabarda verso di loro, caddero delle gocce d’ acqua e si creò l’isola di Onogoro, la prima isola del Giappone, sulla quale scesero le due divinità, rimanendovi per molto tempo.

Ebbero due figli: Hiruko e Awashima, nacquero deboli e malformati e non vennero considerati divinità. Così Izanagi e Izanami li misero in una barca e li lasciarono andare in mare aperto sperando che gli altri dei li potessero perdonare per quel gesto così orribile. I figli erano venuti deboli perchè durante la cerimonia prima del concepimento le due divinità avrebbero dovuto girare attorno a dei pilastri sacri e poi salutarsi ma fu Izanami a salutare per prima Izanagi e non viceversa come doveva avvenire.

Perciò rifecero nuovamente la cerimonia e dalla loro unione stavolta nacquero le Oyashima, cioè le otto isole del Giappone:

• Awazi

• Iyo

• Ogi

• Kyushu

• Iki

• Tsushima

• Sado

• Honshu

(mancano Hokkaido e Okinawa che nell’antichità non esistevano ancora).

In seguito vennero generate altre divinità: l’ultimo nato fu Kagutsuchi, incarnazione del fuoco, che finì per bruciare Izanami.

Izanagi decise di andare a cercare la compagna perduta, intraprese così un viaggio verso Yomi, “terra degli spiriti” per cercare di riportare Izanami nel mondo dei vivi ma non la ritrovò mai più.

(Quando Izanagi ando‘ a Yomi in effetti trovo‘ Izanami ma costei era gia‘ devastata dalla putrefazione e Izanagi fuggi‘ da Yomi inseguito da una furente Izanami che cercava di trattenerlo a Yomi. Per sua fortuna Izanagi raggiunse l’ingresso di Yomi e pose su di esso un’enorme pietra per separare per sempre il mondo dei morti da quello dei vivi.)

Tornò allora sulla terra e cercò di purificarsi ma mentre si svestiva e si toglieva tutti gli indumenti e ornamenti si accorse che ogni oggetto che gettava a terra si trasformava in una nuova divinità.

Gli dei più importanti però nacquero quando Izanagi si lavò la faccia:

Amaterasu (incarnazione del Sole)

Tsukuyomi (incarnazione della Luna)

Susanoo (incarnazione del Vento e della Tempesta).

Izanagi divise il mondo fra loro tre: ad Amaterasu toccò governare il Cielo, a Tsukiyomi la notte e la luna e a Susanoo i mari e le acque.

Dei tre, Susanoo, era il più ribelle e inquieto e spesso si lamentava con Izanagi che stanco delle sue continue lamentele decise di esiliarlo nel mondo Yomi.

Susanoo accettò questa decisione, ma andò prima dalla sorella Amaterasu in cielo per dirle addio. La sorella però conoscendo la poca sincerità di Susanoo lo sfidò a dimostrare di essere veramente sincero nel volerla solo salutare senza avere altro in mente. La sfida consisteva in una creazione di divinità: avrebbe vinto chi sarebbe riuscito a generare più figli divini.

Amaterasu generò tre donne da una spada e Susanoo cinque uomini da un monile.

Nessuno dei due voleva dichiararsi sconfitto, in seguito Amaterasu, stanca di essere tormentata da suo fratello Susanoo, si nascose in una caverna ed il mondo sprofondò nell’ oscurità.

Le altre divinità organizzarono una festa per indurla ad uscire dalla caverna, invitando dei galli per cantare la nuova alba.

Tutte le divinità danzarono, bevvero sakè e si divertirono, mentre uno di loro si appostò all’ ingresso della caverna con uno specchio.

Amaterasu, attratta dai suoni della festa, uscì dalla caverna e, guardandosi allo specchio, fu affascinata dalla sua stessa immagine, decidendo di tornare ad illuminare il mondo.

Gli dei introdussero poi una corda nella caverna in modo che Amaterasu non potesse cambiare idea e tornare a nascondersi.

(Questo è il motivo per cui nei santuari Shinto si vedono così spesso figure di galli e corde.)

Susanoo, che nel frattempo era stato esiliato dal Cielo, giunse nella provincia di Izumo dove si imbattè in una famiglia in lacrime per la sorte della loro figlia: questa infatti veniva minacciata di essere catturata da un drago.

Susanoo si offrì volontario per salvare la giovane ma in cambio voleva che le venisse concessa la sua mano per sposarla. Ovviamente la richiesta venne accettata e Susanoo sconfisse come promesso il drago.

Dopo questo fatto Susanoo e Amaterasu tornarono in cielo riappacificandosi.

In questa pace nacquero i discendenti di Susanoo e di Amaterasu.

Uno in particolare si ricorda, Onamuji (figlio di Susanoo) perché nonostante la tradizione attribuisca la creazione delle isole giapponesi a Izanagi e Izanami, la tradizione Izumo afferma che Onamuji fu colui che, se non creò la terra nipponica, almeno contribuì a completarla del tutto.

Tuttavia il primo effettivo sovrano del Giappone fu Niniji, nipote di Amaterasu che gli fece dono di tutti i suoi tesori e lo incaricò di governare il Giappone.

Da Niniji discende il primo vero imperatore della storia del Giappone: Jimnu Temnu fondatore del regno Yamato.

Si ricorda questa mitica storia in occasione del Kenkoku Kinebi 建国記念日(Anniversario della Fondazione del Giappone) che si festeggia l’ 11 di Febbraio. E’ una festa nazionale che venne ripristinata nel 1966 dopo essere stata abolita nella Seconda Guerra Mondiale.

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