Interiezioni 感動詞 (kandoushi)

Studiare il Giapponese non è la cosa più facile di questo mondo, l’avevamo capito…Si studia la grammatica, si cerca di imparare il maggior numero di parole e kanji, ma non sempre basta.

Ma non temete!

Ci sono delle brevi parole chiamate interiezioni 感動詞 (kandoushi), utili per esprimere il proprio stato d’animo e che aiutano a rapportarci e a conversare, ovviamente, quasi tutte differiscono dall’italiano.

Fa comodo conoscerle e ne esistono di diversi tipi: possono esprimere lo stato d’animo del parlante (ああ aa, おお oo, まあ maa…), essere usate per chiamare (おい oi, もしもし moshi moshi) e per incoraggiare (よし yoshi, それっ sore…) l’interlocutore, si usano per i saluti (おはよう ohayou, こんばんは konbanwa…) o in risposta alle domande (はい hai, いいえ iie..).

Vediamone qualcuna:

あのう (anou) – Ehi/mi scusi/Emh…

Per attirare l’attenzione di qualcuno o in mezzo alle frasi quando non si sa bene cosa dire.

あのう…すみません、駅に行きたいんですが… (anou… sumimasen, eki ni ikitai ndesuga) – Emh, mi scusi, vorrei andare alla stazione…

È un esempio di quando si ferma qualcuno per chiedere indicazioni, con あの si attira la sua attenzione.

あら (ara) – Oh/ah

Esprime sopresa, di uso esclusivamente femminile.

あら、どうしたの? (Ara, doshita no?) – Oh, che ti è successo?

あれ? (are?) – Eh?

Esprime sorpresa o sospetto.

あれ?財布は? (Are? Saifu wa?) – Eh? E il portafoglio? (dove è finito?)

いたっ・いたい (ita/itai) – Ahi!/Ahia!

Esclamazione di dolore.

いたっ! 足が…! (Ita! Ashi ga…!) – Ahia! La gamba!

うーん (uun) – Umh…/Mmm…

Mentre si sta ragionando, pensando a qualcosa.

うーん、たぶんそうですけど… (Uun, tabun sou desu kedo…) – Umh… forse è così però… (たぶん tabun: forse, probabilmente)

Da non confondere con ううん (uun) con il significato di “no”.

うそ (uso) – Impossibile!/Non ci credo!

Per esprimere incredulità. Letteralmente significa “bugia”, ma si trova spesso come esclamazione informale per indicare qualcosa difficile da credere.

えっ、うそでしょ。 (E, uso desho.) – Eh!? Non è possibile!/Stai scherzando!

うわあ・わあ (uwaa/waa) – Wow!/Oh

Esprime meraviglia, sorpresa.

わあ、きれいです! (Waa, kirei desu!) – Wow, è bellissimo!

うわっ・わっ (uwa/wa) – Ah!/Wah!

Esprime sopresa, spavento per qualcosa di improvviso.

わっ!びっくりさせないでよ! (Wa! Bikkuri sasenaide yo!) – Ahh! Non spaventarmi così!

えっ? (e?) – Eh?/Cosa?

Esprime sorpresa riguardo a qualcosa di inaspettato o quando non si capisce bene quello che è stato detto.

え!? 仕事やめたいの? (E!? Shigoto yametai no?) – Cosa!? Vuoi licenziarti!?

ええと・えっと (eeto/etto) – Emh/Beh/Umh

Quando si sta pensando a cosa dire, mostra incertezza e indecisione.

ええと、買ったのは先週でした。(Eeto, katta no wa senshuu deshita) – Ecco… l’ho comprato la scorsa settimana.

おーい (ooi) – Ehiii

Per chiamare qualcuno che si trova lontano.

おーい、田中、こっち! (Ooi, Tanaka, kocchi!) – Ehi, Tanaka! Da questa parte!

おっと (otto) – Oh!/Ops/Attento/Ehi

Da usare quando ti accorgi di qualcosa, quando fai qualche sbaglio o qualcun altro fa qualcosa di sbagliato.

おっと、失礼。(Otto, shitsurei) – Ops, mi scusi.

おや (oya) – Oh/Ah

Per esprimere sorpresa o dubbio.

おや、今朝は早いですね。(Oya, kesa wa hayai desu ne) – Oh, sei arrivato presto stamattina.

こら (kora) – Ehi!

Per rimproverare o sgridare qualcuno.

こら,何をしている。(Kora, nani wo shiteiru) – Ehi, che stai facendo?!

げっ (ge) – Bleah/Meh

Per esprimere disgusto, disappunto.

げっ!何それ!? (Ge! Nani sore!) – Bleah! Che è!?

さあ (saa) – Dai!/Ecco/Umh…/Boh

Per esortare l’interlocutore oppure per esprimere incertezza.

さあ,入ろうよ。 (Saa, hairou yo.) – Dai entriamo!

さあ,どうかね。 (Saa, dou ka ne.) – Umh, vediamo un po’…

じゃ (jaa) – Allora

Si usa per iniziare un discorso o anche come saluto (per esempio in じゃあね, jaa ne, ci vediamo/ciao).

じゃ,勝手にするがいい。(Ja, katte ni suru ga ii) – Allora fa un po’ come ti pare.

それっ (sore) – Ecco!/Su!

Per attirare l’attenzione di qualcuno su qualcosa.

それ,進め! (Sore, susume!) – Avanti, in marcia!

ほら (hora): Ecco/Hai visto?

Interiezione usata per attirare l’attenzione su qualcosa, spesso per dimostrare qualcosa all’interlocutore. È difficile trovare un corrispondente in italiano!

ほら、だから言ったじゃないか。(Hora, dakara itta janai ka.) – Hai visto? Non te l’avevo detto io?

まさか! (masaka!): Ma va!/Impossibile!/Neanche per idea!

Esclamazione per negare completamente qualcosa.

まさかそんなことがあるはずないよ! (Masaka sonna koto ga aru hazu nai yo!) – Non può essere così!

まじ/まじで (maji/maji de) – Davvero?/Sei serio?

Simile all’esclamazione うそ (uso), esprime incredulità. Molto informale.

まったく・ったく (mattaku/ttaku) – Accidenti/Assurdo/Incredibile

Esclamazione per esprimere esasperazione, è l’abbreviazione dell’espressione まったくもう (mattaku mou). まったく non ha solo questo significato, attenzione a non confonderla quando non si trova come esclamazione!

もう (mou) – Basta

Espressione di esasperazione, può essere usata anche in combinazione con まったく (mattaku). Non è l’unico significato della parola, attenzione quando si trova in altri contesti!

もう~、なにやってんだよ。(Mou, nani yattendayo.) – Che cavolo stai facendo!

もしもし (moshi moshi) – Pronto?/Ehi!/Mi scusi

Si può usare sia quando rispondi al telefono, sia quando vuoi attirare l’attenzione di qualcuno.

もしもし伊藤さんですか。(Moshi moshi, Itou-san desu ka.) – Pronto? È il signor Itou? (al telefono)

もしもしこれはあなたのハンカチではありませんか。 (Moshi moshi kore wa anata no hankachi dewa arimasen ka) – Mi scusi, questo non è il suo fazzoletto?

やった (yatta) – Evviva!/Ce l’ho/l’hai fatta!

Non c’è altro da aggiungere, sono sicura ti sarà già capitato di trovare questa interiezione! È molto comune.

やった! (Yatta!) – Evviva! Ce l’abbiamo fatta!

やれやれ (yareyare) – Oh no!/Accidenti/Bene

Per esprimere disappunto o sollievo.

やれやれ,またか! (Yareyare, mata ka!) – Oh no, non di nuovo! (また mata: di nuovo, ancora)

やれやれ,うらやましいことだね。 (Yareyare, urayamashii koto da ne.) – Caspita, se proprio fortunato, eh?/Ti invidio proprio

よいしょ (yoisho) – Oh issa

Quando si fa uno sforzo fisico, simile al nostro “oh issa” per incitare e dare il ritmo.

よし (yoshi) – Dai/Bene/d’accordo

Per incoraggiare un’altra persona o per mostrare di essere d’accordo con lei.

よし,よくできたね。(Yoshi, yoku dekita ne) – Ottimo, hai fatto un buon lavoro.

よしよし,泣くんじゃない (Yoshi yoshi, naku njanai) – Dai/Va tutto bene, non piangere

すごい・sugoi

Questo aggettivo è molto usato come esclamazione, traducibile in italiano con wow, fantastico, grandioso, incredibile e altri termini positivi del genere. Quando la si usa è perché si è rimasti impressionati da qualcosa, o da quello che fa o che ha fatto un’altra persona. Quando una particolare situazione viene giudicata “grandiosa”.

かっこいい・kakkoii

Il dizionario giapponese definisce questa parola come “l’aspetto o il comportamento che lascia un’impressione favorevole nelle persone”.

Quindi かっこいい indica qualcosa o qualcuno di bell’aspetto, in poche parole si potrebbe tradurre nella maggior parte dei casi con “figo”, in altri casi con termini come “affascinante”, “alla moda”, “con stile”. È formato dalla parola 格好 (kakkou, aspetto) e da いい, un aggettivo con una miriade di usi per indicare qualcosa di bello, ottimo.

Questo termine è usato quasi esclusivamente per gli uomini, per indicare qualcosa di bello relativo a un uomo, non solo per riferirsi alla persona stessa ma anche per il comportamento e l’atteggiamento, per accessori e oggetti.

マジ・maji

Deriva dalla parola 真面目 (majime), serio, viene usata per chiedere se qualcosa è vero o per affermare di star dicendo qualcosa seriamente, di aver detto la verità. マジで (maji de) si usa spesso al posto di 本当に (hontou ni) in risposta a qualcosa di difficile da credere, attenzione però che マジ è molto informale!

Mille ce n’è in questo mondo fantastico, iniziamo da queste che spesso si sentono in anime, manga e live action…

Più mi ci immergo, più questa lingua così difficile mi piace…

Vi auguro buona Pasqua e buona Pasquetta per chi ci crede, nel mentre vi auguro buona vita!

Come dire per favore.

Come usare correttamente le espressioni giapponesi che significano “per favore”, お願いします onegai shimasu e ください kudasai, dato che, ovviamente, non è poi cosi facile!

Probabilmente queste espressioni le avete già sentite, ma quasi sicuramente vi crea “problemi” capire come usarle.

Questo perché c’è una menzogna di fondo…

Ed eccola la menzogna:

Iniziamo quindi con il dire che né onegai shimasu né kudasai significano effettivamente “per favore”…viene tradotto così perché è quello che diremmo in quei casi…

Il vero significato di kudasai

下さい/ください kudasai è una forma irregolare del verbo onorifico kudasaru.

Il significato di kudasaru è quello del verbo “dare” in forma onorifica. Si usa cioè per rendere il verbo “dare” solo quando ad agire è una persona diversa da chi parla e per qualche motivo si vuole imporre rispetto nei suoi confronti, “onorarla”. Implicita in quest’idea di “onorifico” è la sfumatura per cui chi compie l’azione, fa, in qualche modo, un favore a chi l’azione la comanda.

Va detto che questa formula può essere usata nel linguaggio cortese per rendere un imperativo…

Quindi, Kudasai è una forma imperativa e onorifica del verbo “dare”.

Possiamo quindi tradurlo con:

“Mi dia… per favore” o “Sia così gentile da darmi… per favore”.

(お茶をください。

ocha wo kudasai.

Mi dia del tè, per favore.)

Il vero significato di onegai shimasu

Un errore frequente è quello di considerare onegai (favore) + suru (fare) come “fare un favore”.

La realtà è ben lontana da tutto ciò e il soggetto di onegai shimasu è chi chiede un favore, non chi lo fa!

お願いします onegai shimasu, infatti, è una “costruzione onorifica” del verbo 願う negau, desiderare, a volte, specie quando appare da sola, è difficile tradurre questa espressione con un semplice “desidero” e diviene più naturale l’espressione “Glielo chiedo per favore”, “Le sarei/sarò grato per questo favore” o semplicemente “Per favore”.

(じゃ、明日までに用意するね。

ja, ashita made ni youi suru ne.

Allora lo/la preparo entro domani.

お願いします。

onegai shimasu.

Sì, per favore/Perfetto, grazie mille.)

In alcuni casi usare kudasai o onegai shimasu è indifferente.

Quando si vuole ricevere qualcosa si può sostituire kudasai con onegai shimasu; onegai shimasu però suona più cortese, perché alla fin fine “kudasai” è pur sempre un ordine dato all’altra persona, anche se in forma onorifica, quindi è meglio usarlo solo quando si vuole ricevere qualcosa che si ha il diritto di ricevere e l’altra persona si suppone sia lì apposta per darmi quel qualcosa.

Le ordinazioni al ristorante sono un classico esempio… ma non è detto sia l’unica situazione possibile.

[コーヒーを(1つ)下さい。

koohii wo (hitotsu) kudasai.

Del caffè, per favore./Un caffè, per favore.]

[コーヒーを(2つ)お願いします。

koohii wo (futatsu) onegai shimasu.

Del caffè, per favore./Due caffè, per favore.]

In altri casi è bene fare attenzione ad usare kudasai o onegai shimasu perché non è la stessa cosa.

Per esempio quando chiediamo di qualcuno al telefono: chiamo a casa di Akemi per parlarle e mi risponde qualcun altro:

明美さんをお願いします。

akemi-san wo onegai shimasu.

Akemi, per favore.

Così è perfetto, nessun problema.

Ma se sostituiamo onegai shimasu con kudasai, la frase cambia, il significato cambia, direi radicalmente:

明美さんを下さい。

akemi-san wo kudasai.

Mi dia (in sposa) Akemi.

Direi che non è il caso di sbagliarsi su questioni così delicate, giusto?

Quando si usa solo kudasai?

Quando è ausiliare; quando indica la richiesta che qualcuno faccia qualcosa (potremmo dire che è come chiedere formalmente che qualcosa ci venga fatta come un favore che lo chiediamo, un po’ come il nostro “per favore”, che può essere persino brusco:

“Non fumi qui per favore!”

non suona esattamente come

“Lo faccia per me, per favore, non fumi!”.

ちょっと待ってください!

chotto matte kudasai!

Aspetta un attimo, per favore!

In questo esempio kudasai è usato come “imperativo cortese”, possiamo anche togliere il kudasai per suonare più colloquiali.

Quando si usa solo onegai shimasu?

Onegai shimasu ha decisamente più usi di kudasai. Può essere usato:

per chiamare un cameriere o per attirare l’attenzione di un negoziante che non è al bancone (in questo secondo caso, se non c’è nessuno, potete usare anche gomen kudasai).

Quando qualcuno prende in carico una nostra richiesta, in parte suona come un ringraziamento e in parte come un “mi affido a te/lei per questa questione”.

per chiedere di parlare al telefono con qualcuno (che non vogliamo necessariamente sposare 😂)

Una delle mie frasi preferite, la dico e la dedico a tutti voi che leggete:

yoroshiku onegai shimasu,

よろしく おねがい します,

Grazie per la tua considerazione.

Il castello nero di Matsue ‪松江城‬

Oggi io vado al lavoro ma vi do il buongiorno così:

Di recente un mio amico del Sol Levante si è trasferito nella prefettura di Shimane, una bellissima “regione” sul mare, dove c’è uno dei miei castelli preferiti…ve lo racconto.

Matsue è una città della Prefettura di Shimane, sull’isola di Honshu, situata tra i laghi Shinji e Nakaumi , lungo le rive del fiume Ohashi che collega i due.

La popolazione complessiva molto consistente (circa 600.000) fa di Matsue la seconda città più grande sul mare della costa del Giappone dopo Niigata.

La città è attraversata dal fiume Ohashi, il quale crea una rete di canali che fa di Matsue una vera e propria città sull’acqua. La rete idrica venne creata per ragioni militari, quando il castello di Matsue fu costruito nel 1611.

Il Castello di Matsue (松江城 Matsue-jō) è un castello di epoca feudale. Soprannominato il “castello nero” a causa del fatto che la maggior parte delle mura del castello sono rivestite da assi di legno nere, è uno dei pochi castelli medievali rimanenti in Giappone – almeno di quelli che conservano la loro fattura originale, in legno, e non sono stati ricostruiti in materiale cementizio in epoca moderna. La costruzione del Castello di Matsue ebbe inizio nel 1607 per terminare nel 1611, durante il regno del locale signore Horio Yoshiharu. Nel 1638, il feudo e il castello passarono al clan Matsudaira, una nuova ramificazione del clan Tokugawa in quel momento al comando.

Dei 12 castelli rimasti in Giappone, questo è l’unico sito nella regione storica di San’in. Il castello, secondo per grandezza, è anche il terzo più alto (30 metri) e il sesto per antichità.

Fu infatti costruito in un periodo di cinque anni per conto del daimyō (signore feudale) della regione dell’Izumo, Yoshiharu Horio, fino al completamento nel 1622.

Nel 1875, tutti gli edifici all’interno del castello furono distrutte, tranne la torre del castello stesso, la cui perduranza fu permessa dalla pressione dovuta agli interessi dei gruppi in rivalità. Il castello viene successivamente sottoposto a una totale ricostruzione tra il 1950 e il 1955.

Il castello è una struttura complessa, costruita nello stile “torre di guardia”, che esternamente appare di cinque piani, ma che effettivamente ne conta sei. La maggior parte delle mura del castello sono rivestite da assi di legno nere. Il castello è costruito per resistere alla guerra, ma al tempo stesso è maestoso e solenne, in stile Momoyama.

Il cielo 空 Sora

Guardo il cielo,

ne vedo L’immensità,

un’immensità che avvicina

Coloro che guardano

lo stesso cielo

空に目をやると

とてつもない広さに気がつく

その巨きさが

同じ空を見る者達に迫る

Sora ni mewoyaru

to totetsumonai hiro-sa ni kigatsuku

sono 巨 Ki-sa ga onaji

sora o miru-sha-tachi ni semaru

おはよ みんな

“ti conosco da molto prima di sapere quale fosse il mio stesso nome.

Anche in un mondo senza te, c’è sicuramente un significato

Però un mondo senza di te è come Agosto senza le vacanze estive,

un mondo senza di te è come Babbo Natale che non ride”

MEISHIN 迷信

I giapponesi proprio come noi italiani, sono molto superstiziosi (o almeno molti di loro).

Tantissime credenze e rituali sono legati alla morte, ma anche animali e numeri diventano simbolo di meishin, 迷信superstizione.

In Italia c’è chi crede che il numero 17 porti sfortuna, chi scongiura quando passa un carro funebre, chi non mette mai le forbici sul letto e chi non regala mai specchi per paura che si rompano e portino sette anni di sciagure.

Anche in Giappone le superstizioni si sprecano, ce ne sono talmente tante che sarebbe impossibile elencarle tutte.

Troverete che alcune sono molto simili alle nostre, o almeno io le ho trovate simili a quelle che mi raccontava mia nonna.

Bene, bando alle ciance, ecco le superstizioni più curiose del Giappone:

1. I ragni

Vedere un ragno di sera/notte in casa porta male mentre vederlo alla mattina porta bene

2. Come dormire

Non dormite con la testa rivolta verso nord, i corpi dei defunti vengono disposti così

3. Le unghie

Se vi tagliate le unghie durante la notte, le credenze popolari vogliono che non sarete con i vostri genitori quando moriranno

4. Il tè

Se nel tè che trovate un rametto che galleggia verticalmente, è di ottimo auspicio

5. I regali

A un matrimonio non si regalano specchi, perché possono rompersi e quindi sono di cattivo auspicio per la coppia, e per lo stesso motivo, non si regalano coltelli e cose taglienti

6. Il carro funebre

Se vedete passare un carro funebre, nascondete i pollici. Questo perché in giapponese pollice si dice oyayubi, cioè oya= genitori, yubi= dito, in questo modo si proteggono i genitori dalla morte

7. La mucca

Se vi sdraiate subito dopo aver mangiato, c’è il rischio che diventiate una mucca

8. Fiori e piante in ospedale

Se andate a trovare qualcuno in ospedale, non regalate ciclamini (shikuramen), perché shi rimanda alla parola morte, e ku alla parola sofferenza, e neanche piante in vaso perché queste metteranno radici e quindi sono di cattivo auspicio, prolungando la degenza del malato

9. Il serpente

Se si fischia di notte, un serpente vi verrà a cercare

10. Le bacchette

Mai passare il cibo da bacchette a bacchette: è una pratica che viene eseguita solo con le ossa del corpo cremato nei funerali

11. Lo starnuto

Se starnutisci, vuol dire che qualcuno sta parlando di te

12. Il numero quattro

Il numero quattro è considerato di cattivo auspicio perché si pronuncia allo stesso modo della parola morte (shi). Pertanto, non si deve fare regali che consistano di quattro pezzi, in alcuni alberghi e ospedali il numero della camera quattro non esiste

13. Le melanzane

Non far mangiare a tua moglie le melanzane autunnali, perché si dice che le melanzane in autunno raffreddino il corpo della donna, impedendole di rimanere incinta

14. Il cibo

Non piantate mai le vostre bacchette nel riso o nel cibo in generale, perché è una pratica che si fa solo nei funerali, dove le bacchette vengono bloccate nel riso che viene messo sull’altare

15. Le fotografie

Fate attenzione a come fotografate amici o familiari. Se ci sono tre persone, secondo le superstizioni giapponesi, la persona nel mezzo morirà prima delle altre due.

Tenki no ko 天気の子

TENKI NO KO, PRIMO TRAILER PER IL NUOVO FILM DI MAKOTO SHINKAI!!

Come per Your Name., anche questo film avrà una canzone dei Radwimps.

Sul sito ufficiale di Tenki no Ko: Weathering With you, il nuovo film di Makoto Shinkai è pubblicato il primo trailer per l’opera con una canzone dei Radwimps “Ai ni Deikiru Koto wa Mada Aru Kai.

https://youtu.be/rzKcrJ77wBY

Questo è il settimo film dell’acclamato regista, il primo dopo il successo mondiale Your Name, ed è atteso nelle sale cinematografiche giapponesi per il 19 luglio, distribuito da Toho.

La storia parlerà di un ragazzo e una ragazza, i cui destini vengono stravolti in un’era dove il bilanciamento climatico si è fortemente alterato. Hodaka Morishima, studente di liceo originario di una remota isola del Giappone, si allontana da casa per stabilirsi a Tokyo, dove incontra Hina Amano, una ragazza con un potere misterioso che le permette di creare il bel tempo soltanto “pregando”.

Lontananza 距離 Kyori

Mi mancherai quando farà

notte e starai sognando

cullato dalle dolci note

della luna.

Ma dovunque io sia guarderò

il cielo e ascolterò, allora

non saremo più così lontani.

彼がそうしないとき私はあなたがいなくて寂しいです

夜、あなたは夢を見ます

甘いノートに魅了

月の

しかし、私はどこにいても私は見ます

空と私はそれから聞くでしょう

もう遠くにはいないでしょう。

Kare ga sō shinai toki watashi wa anata ga inakute sabishīdesu

yoru, anata wa yume o mimasu

amai nōto ni miryō

tsuki no

shikashi, watashi wa dokoni ite mo watashi wa mimasu

sora to watashi wa sore kara kikudeshou

mō tō kuni wa inaideshou.

Breve aggiornamento

Oggi sulla pagina Facebook volta a pubblicizzare questo Blog, questa piccola parte di me, ho voluto rispolverare un vecchio articolo, a cui tengo in particolar modo.

Non parlava prettamente di Giappone ma sicuramente la tematica trattata è anche parte della loro società come di tutte.

Si parlava di bullismo 虐め, raccontavo, come sempre quando parlo di me, dei miei sentimenti, poco vi è accennato delle esperienze…quel tanto che basta…

Non so mai se parlarne o no ma sempre pensato che nascondere non serve a nessuno, invece rendere ben visibile può sempre aiutare!

Grazie per ascoltarmi!

どもありがと御座い🙇🏻‍♀️🙇🏻‍♀️