Esprimi un desiderio

C’è chi dice che i Giapponesi sono superstiziosi, solo perché sostanzialmente esprimono desideri…

Durante i matsuri ci si reca al tempio e si chiede al Dio di proteggerci, di intercedere per noi, cosa c’è di così tanto diverso dall’andare in chiesa a Natale e Pasqua a pregare?

Loro hanno un tempio, e di conseguenza un Dio, per quasi ogni cosa, chiedono loro aiuto e protezione, noi abbiamo tutti i santi di un calendario ognuno specificatamente protettore di qualcosa…

Loro credono nella forza intrinseca delle parole, del loro significato, certe cose si dicono a fior di labbra, altre bisogna urlarle con la consapevolezza di ciò che si sta dicendo (https://bakayasashii.wordpress.com/2017/11/07/il-kotodama-%e8%a8%80%e9%9c%8a-e-il-potere-delle-parole/)…ecco perché credono fermamente nel pensiero del desiderio e nella sua forma cartacea, tanto da consegnarla al vento e alla natura nel giorno di uno dei loro Matsuri più importanti e famosi.

Anch’io credo che le parole hanno una loro forza, un loro spirito che, se tendiamo bene l’orecchio, ci può guidare fino alla realizzazione dei nostri desideri. Con duro lavoro, perché niente ci viene regalato in questa vita, cadendo 7 volte e rialzandosi 8 per far capire il nostro valore e la nostra tenacia, rispettando ciò che ci viene dato e donando a nostra volta la parte migliore di noi, il tempo e l’attenzione!

Tutto questo per dirvi che anch’io ieri sera ho consegnato i miei desideri al vento e alla natura battendo tre volte le mani e inchinandomi tre volte chiedendo cortesemente di essere ascoltata

Kami-Sama, onegaishimasu”

Felice Tanabata a tutti e che i vostri desideri si avverino!

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Tanabata

Felice Tanabata a tutti みんなに幸せな七夕 Min’na ni shiawasena tanabata

Kataware-Doki

Presso l’Ama no Gawa (Fiume Celeste, la Via Lattea) abitava Tentei, imperatore del Cielo e sovrano degli dei.

Sua figlia Orihime dedicava tutto il suo tempo a tessere stupendi vestiti che dava poi in dono a suo padre e alle altre divinità.

Crescendo iniziò però ad essere presa dalla tristezza, poiché non aveva mai avuto modo di avere contatti col mondo esterno e soprattutto d’innamorarsi. Perciò Tentei, impietosito, le organizzò un matrimonio. Lo sposo da lui scelto era Hikoboshi, abitante dell’altra riva del fiume che impiegava le sue giornate facendo pascolare i buoi.

I giovani s’innamorarono tanto perdutamente l’uno dell’altra da dedicarsi unicamente al loro amore, trascurando i loro doveri; i buoi vagavano liberi per la Volta Celeste, e gli dei non ricevevano più i loro preziosi capi.

Il padre di Orihime, adirato, per risolvere la situazione separò gli sposi, costringendoli a stare sulle rive opposte dell’Ama no…

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Mountain top (Radwimps)

(Adamello Brenta)

…”I’m alone on a mountain top

Nobody can answer me or none of them look straight at me

You climbed up high to the sky above

How am I supposed to hide my pride?

I’m a dreamer, I’m believer, no surrender”

…”Sono solo sulla cima di una montagna

Nessuno può rispondermi o nessuno di loro mi guarda dritto

Sei salito in alto verso il cielo sopra

Come posso nascondere il mio orgoglio?

Sono un sognatore, sono credente, non mi arrendo”

Buongiorno in tenerezza (per me)

“Sei venuta a prendermi?”

“Ti starò accanto per il tempo che ti resta, nel caso…”

“Nel caso?” domandò l’anatra.

“Sì…nel caso ti capiti qualcosa.

Un brutto raffreddore, un incidente: non si può mai sapere.”

“E all’incidente ci pensi tu?”.

“All’incidente ci pensa la vita…”

L’anatra, la morte e il tulipano / Wolf Erlbruch

Paola, questo buongiorno è per te!

L’estate, stagione delle piogge tsuyu 梅雨

L’estate in Giappone è la stagione delle pioggie (tsuyu 梅雨) e l’ultima cosa che si vorrebbe è trovarsi sotto un acquazzone senza un ombrello!

Cinque piccoli consigli per girare in una giornata piovosa, così da restare asciutti ed evitare figuracce.

Dove comprare un ombrello

Se improvvisamente inizia a piovere, la cosa più semplice da fare è correre al kombini più vicino, così da poter andare al coperto e poi per comprare uno degli ombrelli in plastica trasparente tanto diffusi nella stagione delle piogge e che si vedono in ogni film e drama.

In Giappone gli imbrelli grandi sono molto popolari perché che proteggono meglio negli acquazzoni estivi, così è facile capire perchè nei minimarket ci siano ombrelli di ben 70cm al costo di soli 5,00€ circa.  Questi ombrelli trasparenti sono fantastici, io li trovo meravigliosi, ma non sono particolarmente robusti e non sono fatti per durare. Inoltre non sempre resistono ai venti forti.

Se si rimane in Giappone per un periodo abbastanza lungo, forse è il caso di investire qualche soldo per comprare un modello più robusto e magari più elegante.  Ci sono, ovviamente, dei negozi specializzati che vendono solo ombrelli, come COOL MAGIC SHU di Tokyo.

Non siate disordinati!

In Giappone ci sono moltissimi modi per evitare di creare delle pozzanghere quando si entra in un locale.

All’esterno dei negozi ci sono spesso dei portaombrelli dove lasciarlo.

In alcuni posti, come i musei, i portaombrelli possono essere chiusi in sicurezza.

Se non ci sono dei portaombrelli, molto probabilmente trovere una spugna per asciugare l’ombrello o in distributore idi sacchetti.

Basta inserire l’ombrello nel distributore, tirarlo e, come per magia l’ombrello non schizzerà gocce sul pavimento. Normalmente ci sono dei bidoni per gettare i sacchetti usati, assicuratevi di smaltirli correttamente!

Nei palazzi degli uffici o nei centri commerciali potreste trovare tipo degli asciugatori dove basta farci scorrere in mezzo l’ombrello fino a quanto sarà abbastanza sciutto da poter essere portato all’interno.

Gettare l’ombrello

Usando uno degli ombrelli trasparenti dei kombini, visto le forti raffiche di vento che spesso ci sono in Giappone è molto probabile che prima o poi si piegherà come un origami.

Ovviamente questo rende l’ombrello inutilizzabile, ma, soprattutto, lo rende un pezzo di spazzatura che bisogna portarsi dietro come promemoria del suo tradimento.

NON è buona cosa lasciare gli ombrelli rotti nei portaombrelli di un negozio o buttarlo semplicemente per strada!

I giapponesi dividono meticolosamente la spazzatura in diverse categorie: materiali riciclabili (a loro volta divisi in sottocategorie come carta, plastica, lattine e vetro), rifiuti combustibili e rifiuti non combustibili.

Gli ombrelli sono rifiuti non combustibili e quindi bisogna smaltirli adeguatamente.

State attenti

Gli ombrelli sono grandi, ma spesso le strade ed i marcapiedi possono essere decisamente stretti; quindi a volte è difficile camminare senza incrociare qualcun altro.

State attendi ad alzare, o ad abbassare, l’ombrello quando incrociate qualcuno in modo da non incastrarvi. Gli ombrelli trasparenti (e un po’ di attenzione) vi aiuteranno.

Evitate di andare in bicicletta riparandovi con l’ombrello: è pericioloso e illegale! Molti negozi di biciclette, anche online, vendono dei porta ombrelli (kasa horuda, 傘ホルダー)  che vi permettono di poter tenere tutte e due le mani sul manubrio pur restando sotto l’ombrello. Altrimenti, se proprio si vuole andare in bici sotto la pioggia,  è megio indossare un impermeabile o degli altri vestiti antipioggia.

Anche se state girando con l’ombrello chiuso è importante stare attenti. Le città giapponesi sono abbastanza affollate, soprattutto le stazioni dei treni ed i centri commerciali, quindi badate a come tenete l’ombrello in mano quando siete al chiuso.  Nessuno vuole prendersi un ombrellata o essere infilzato con la sua punta.

Parasole

In Giappone gli ombrelli non sono usati solo per restare asciutti; molte persone li usano per proteggersi dal sole.

In giornate particolarmente soleggiate vedrete spesso persone che camminano usando un ombrello, ovviamente opaco, per restare all’ombra. Se avete la pelle sensibile o vi scottate facilmente, può essere una bella idea fare come loro. Ricordatevi solo che bisogna seguire molte delle regole già spiegate.

Con questi cinque consigli siete pronti a gestire il vostro ombrello come dei professionisti!

Strane cose per cui pregare; i templi di Tokyo!

In Giappone la tradizione shintoista ha un pantheon molto affollato e alcune di queste divinità si occupano di alcuni aspetti molto specifici e particolari della vita umana.

Eccovi alcuni templi un po’ inusuali nei dintorni di Tokyo dove andare a chiedere l’intercessione divina!

1. Shiba Daijingu (Daimon)

Il santuario perfetto per chi vuole allontanare la sfortuna!

Lo Shiba Daijingu è vicino alla stazione di Hamamatsucho e al tempio si può prendere un particolare omamori che si dice possa proteggere, chi lo indossa, dalla sfortuna per tutta la vita.

[Gli omamori (お守り) sono amuleti dedicati sia a particolari divinità Shinto, che a icone buddiste. La parola giapponese mamori (守り) significa protezione, mentre il prefisso onorifico o- dà alla parola un significato movente verso l’esterno andando quindi a significare “Tua protezione”.]

2. Yushima Tenman-gu (Yushima)

Il santuario per chi vuole vincere alla lotteria!

Questo santuario è situato vicino al Parco Ueno e all’Università di Tokyo ed è dedicato al dio shintoista dell’apprendimento, Sugawara no Michizane.

Viene spesso visitato dagli studenti che sperano di fare bene negli esami, ma dal periodo Edo (1603-1868) si diceva che visitarlo potesse aumentare le probabilità di vincere alla lotteria.

3. Otori Jinja (Asakusa/Iriya)

Il tempio giusto per gli appassionati di golf!

Otori Jinja, anche noto come Washi Jinja, è famoso per il Tori no Ichi, il festival del raccolto che si tiene ogni anno a novembre.

C’è un’altra ragione per cui le persone vengono a pregare in questo particolare santuario. Coloro che desiderano migliorare le loro abilità nel giocare a golf verranno qui, poiché il kanji “鷲” nel nome del santuario si traduce in “aquila” in inglese, che è anche un termine usato dai golfisti per indicare i due colpi sotto il par nel fare una buca.

4. Oji Jinja (Oji)

Il tempio per chi vuole dei bei capelli!

Indipendentemente dall’età o dal sesso, tutti si preoccupano della loro pettinatura. Ci sono centinaia di famosi poeti defunti che qui ti ascolteranno lamentarti dei tuoi problemi legati ai capelli. Del resto, gestire lo stress è una parte importante del mantenimento di una sana capigliatura!

5. Hikawa Shrine (Koenji)

Il tempio dove pregare per il bel tempo!

Questo è l’unico santuario dell’intero giappone dedicato a un dio della meteorologia. Prima di eventi importanti come matrimoni o festival, le persone vengono qui a pregare che il bel tempo per accompagni l’evento.

6. Ana Inari Shrine (Kitashinagawa)

Il tempio per i buoni affari!

Il Santuario Ana Inari si trova all’interno del distretto del Santuario Shinagawa. Gli imprenditori visitano la fontana nel distretto e ci lavano le monete e i loro sigilli aziendali (noti come inkan) per purificarli e promuovere la crescita dell’azienda.

Shikata Ga Nai 仕方がない

È un espressione d’uso corrente in Giappone, apparsa sulla stampa europea dopo lo tsunami del 2011.

È usata dai giapponesi soprattutto quando si trovano di fronte a eventi inevitabili e drammatici, esprime un atteggiamento così lontano dai nostri modi occidentali di pensare che la sua traduzione è assai difficile; potremmo ridurlo con un “Non ci si può fare nulla”. Ma, no, non è propriamente così, perché questa accettazione passiva è fuorviante. Più opportuno sarebbe dire: “Così è come va”, dato che, una traduzione simile implicherebbe che la vita, compresi gli aspetti più drammatici, è parte di un processo globale significativo.

Lo “shikata ga nai” viene quindi spesso frainteso perchè non è un “aspettare senza far nulla che le cose si aggiustino da sole”, ma è altresì la presa di coscienza sullo sfortunato evento che diventa la chiave di volta da cui poi parte la volontà di rimboccarci le maniche e di fare bene e di “ganbaru” che è il dare il massimo delle e nelle proprie possibilità.

Si dice che lo 仕方がない [shikata ga nai] il “non c’è nulla da fare” che spesso ripetono i giapponesi e che rende perplessi gli stranieri (i quali leggono in questa frase una eccessiva accettazione degli eventi), sia dovuto proprio alle intemperie climatiche cui questo popolo è abituato a fare fronte e che hanno modellato il suo carattere tenace, profondamente rispettoso e sempre collaborativo.

.Un antico mito giapponese vuole che le montagne siano abitate dalle divinità.

Gli dei posseggono quei luoghi e gli uomini non possono e non devono disturbare la pace che vi regna.

Il Fuji-san 富士山, monte prediletto nell’immaginario dei giapponesi, era ed è tutt’ora considerato da molti una divinità. E’ la montagna (vulcano) più alta del Giappone, con i suoi 3.776 m è il simbolo stesso del concetto di “bellezza” per questo popolo.

I giapponesi provano nei suoi confronti ammirazione ma anche quel tipo di timore reverenziale che si avverte per le cose belle e, insieme, terribili perché sanno che l’appuntamento con il tempo può procede in centinaia d’anni, ricordandoci che il Fuji-san può risvegliarsi perché la storia insegna che erutta ogni trecento anni.

Perché non bisogna dimenticarlo, il Fuji-san, anche con il suo kimono di neve indosso, è sempre un vulcano e possiede una lunga tradizione di eruzioni alle sue spalle.

La cosa che mi piace della lingua giapponese è che permette di non definire il sesso delle cose, così il Fuji-San non è né uomo né donna.

Caro ragazzo

Caro ragazzo,

Che con i tuoi occhi illumini

Le mie giornate.

Che col tuo sorriso apri il mio cuore

Verso emozioni enfatizzate.

Ascolta la dolce preghiera

Di un anima innamorata

Del tuo essere uomo,

Che vede in questo sublime sentimento

L’ultimo spiraglio di felicità.

Tendi la tua mano

Ammirevole creatura

In modo ch’io veda

La tua mirabile bellezza

Per quella che potrebbe

Essere l’ultima volta.

12 cose folli possibili solo in Giappone

Per la serie paese che vai follie che trovi, qui di seguito vi parlo di alcune cose che trovo sagacemente bizzarre del Giappone:

Anata wa junbi ga dekite imasu ka?

Kidō shite mimashou!

Ci sono alcune cose in Giappone che sono davvero scioccanti.

Prima di andare in Giappone, assicurati di non essere troppo in sovrappeso, di portarti a casa la spazzatura e ricorda che solo alcune persone possono nuotare nelle terme.

1.La maggior parte dei farmaci che possono essere facilmente acquistati in altri paesi, in Giappone possono essere acquistati solo con prescrizione medica. Ad esempio, gli inalatori e alcuni farmaci antiallergici possono essere acquistati solo se prescritti da un medico.

2.In Giappone esistono regole molto severe su quale nome dare ad un bambino, i giapponesi credono nella forza del nome e nel fatto che influenza il destino di una persona. I genitori non hanno il diritto di scegliere un nome che possa sembrare ambiguo o negativo. Per esempio, nel 1993, alcuni genitori volevano chiamare il loro bambino “Akuma” che può essere tradotto anche in “diavolo”. I genitori furono citati in giudizio, e al bambino fu dato un nome diverso, più “positivo”.

3.Dal 2008, c’è stato “Il Metabolaw” in Giappone. In questo modo, il governo sta cercando di combattere i cittadini sovrappeso. Secondo la legge, le persone di età compresa tra i 40 e i 75 anni devono tenere sotto controllo il loro punto vita. Per gli uomini, non dovrebbe essere più di 86/87 cm, per le donne non più di 88/89 cm. Nel caso in cui una persona Giapponese sia in sovrappeso, viene prescritto un supporto medico speciale per controllare il peso. Non ci sono penalità o multe come invece si vociferava.

4. Questa è una regola molto strana: in Giappone è proibito buttare via o danneggiare denaro. Altrimenti, la suddetta persona può essere condannata a un anno di carcere o a una multa pari a € 1720,00 circa.

5.Niente birra o vino fatti in casa. La legge proibisce la produzione privata di alcolici. Se infrangi questa legge, potresti essere condannato a 5 anni di carcere o a una multa di € 4300,00.

6.Non vedrai cassonetti nei luoghi pubblici in Giappone. Questa regola è legata alla cultura stessa: fin dall’infanzia, ai giapponesi viene insegnato a separare la spazzatura e a gettarla via a casa. Un’altra ragione per questa regola è che ci fu un attacco terroristico nella metropolitana di Tokyo nel 1995 e il governo decise di sbarazzarsi dei bidoni della spazzatura per scongiurare il pericolo che vi fosse deposto in futuro un’altra bomba.

7. La legge giapponese dice che non si può ballare in luoghi che sono più piccoli di 216 metri quadrati. E per aprire una discoteca, è necessario ottenere una licenza di ballo speciale.

8.In Giappone, le persone possono ufficialmente avere una relazione sessuale già a 13 anni, ma possono sposarsi solo quando hanno 18 anni.

Prima, secondo la legge giapponese, le ragazze potevano sposarsi all’età di 16 anni, e i ragazzi solo dopo le 18. Ma ora le regole sono diverse, e sia i ragazzi che le ragazze devono raggiungere i 18 anni per sposarsi.

9. Questa regola è stata creata solo per il pesce fugu. Il fatto è che, se tagliato e cucinato male, questo pesce diventa mortale per le persone. Ecco perché solo le persone che hanno una licenza speciale possono catturare questo pesce e cucinarlo.

10. Non esiste una legge formale sul divieto di tatuaggi. Tuttavia, essendo il tatuaggio da sempre collegato alla yakuza ci sono segnali specifici che vietano alle persone che hanno tatuaggi di entrare nei ryokan (dove specificato) e nelle terme (sempre dove specificato). Questa regola si estende sia ai giapponesi che ai turisti.

11. L’articolo 9 della Costituzione del Giappone dice che il paese si rifiuta di partecipare alle guerre perché vogliono la pace internazionale. Il loro Jieitai non può prendere parte a conflitti armati ma ha partecipato ad alcune operazioni internazionali per il mantenimento della pace.

12. Le donne in Giappone devono indossare il reggiseno negli edifici dove c’è un condizionatore d’aria. Questa legge è stata progettata per evitare molestie sessuali sul lavoro.

Cibo

Camminare nel buio della notte,

In una strada senza luna.

Respiri in lontananza,

Un leggero alito di vento,

Profumi e odori di una città

Che vive di notte…

Un osservatore, da lontano

Affina le sue mosse.

Una bramosia sublime.

Due occhi, un assassino,

Cibo.